Chiude la rivista Life: il tramonto di un simbolo

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Chiude i battenti la rivista americana Life, rivista degli anni ‘30 che ha lasciato un segno nel mondo e nella grafica.

Ha fatto scuola con la sua testata bianca su fondo rosso (copiata da un sacco di riviste da sempre) e con le sue copertine fotografiche che hanno raccontato i simboli dell’America (e non solo) di quasi un secolo.




Vi segnalo l’articolo su SDZ. Ecco degli stralci di 2 articoli apparsi in questi giorni.

La Repubblica .it:

NEW YORK - L’immagine dell’America - il glamour, le celebrità, ma anche i suoi aspetti meno patinati - non sarebbe stata la stessa, senza Life. La rivista che a partire dal 1936, e con alterne fortune, ha ospitato le foto a stelle e strisce più belle, le copertine più memorabili, che sono rimaste alla storia. Adesso però, per il magazine, arriva la morte (cartacea) e la resurrezione, almeno parziale, sul web.

Ad annunciarlo, ieri sera, è stata la casa editrice, la Time Inc, che fa capo al potente gruppo mediatico Time Warner: Life cesserà presto le pubblicazioni - l’ultimo numero sarà quello del 20 aprile - e trasferirà il suo immenso archivio fotografico su internet. (…)

Insomma, per la più celebre delle riviste a stelle e strisce, un viale del tramonto abbastanza malinconico. Fino alle decisione di ieri. Motivata così, dalla Time Inc: “La causa della chiusura è nel declino del business dei quotidiani”. Come a dire: la colpa è dei 103 giornali che vendono troppo poco, non nostra.

Sia come sia, adesso il magazine rinasce sul web. O, meglio, la sua collocazione internettiana impedirà che a morire sia il suo straordinario archivio. Una bella fetta di memoria fotografica americana: e davvero sarebbe stato un delitto, farla sparire definitivamente…
(27 marzo 2007)

Corriere della Sera .it

NEW YORK - Aveva da poco festeggiato i suoi primi settant’anni, e sembrava quasi che la sua fosse una vita eterna. Life ha accompagnato per mano l’America dagli anni trenta fino a oggi, narrando le storie più belle e rendendole immortali in quella frazione di secondo in cui si compie lo scatto fotografico. Pietra miliare del fotogiornalismo, la rivista Life annuncia, non senza una punta di amarezza, che la propria fine – l’ultimo numero storico – sarà pubblicato il prossimo 20 aprile. Un ultimo mese di vita, quindi, per poter sfogliare le pagine cartacee e per sfiorare quei ritratti che tanto hanno incantato il mondo intero.

L’INIZIO NELLA FINE - Durante l’annuncio ufficiale, Ann Moore – direttore esecutivo del gruppo Time, di cui Life fa parte – ha reso note le motivazioni alla base di questa decisione: da un lato, il mondo dei quotidiani è in crisi e dall’altro, anche la pubblicità assiste a un cambiamento d’orizzonte. Life si ritrova così vittima di un mutamento inarrestabile nei mezzi di comunicazione di massa, cercando una nuova soluzione, forse più adatta al mercato attuale. Nei prossimi mesi si riproporranno online le dieci milioni di fotografie archiviate in una versione rinnovata del sito e inoltre il brand curerà la pubblicazione di libri. Già nel 1972, la rivista americana, allora settimanale, ha chiuso i battenti per poi riaprire dopo sei anni sotto la nuova veste di mensile; anche tra il 2000 e il 2004 la pubblicazione di Life ha subito un’interruzione, per poi riprendere l’attività sotto forma di supplemento settimanale per oltre cento quotidiani distribuiti in tutti gli Stati Uniti. La rivista ha così vissuto le diverse fasi, come racconta anche il Chicago Tribune, ogni volta morendo e rivivendo sotto una forma differente, ma pur sempre fedele all’identità originaria. Ma questa volta, oltre alla società, anche il mercato è mutato. Saranno tagliati 42 posti di lavoro, di cui 15 redazionali.

VITA E RAPPRESENTAZIONE - Entrata nell’olimpo delle riviste che hanno segnato l’America ma anche il giornalismo, Life deve il proprio successo alla schiera di fotografi che hanno tramandato una cultura della bellezza intesa nel senso più ampio possibile. La cronologia delle copertine, in particolare, racconta la storia e la cultura occidentale dal 1936 a oggi: da Fred Astaire a Marilyn Monroe, dalla Principessa Diana a Harry Potter, le icone del novecento sono state tutte incorniciate come simbolo ma soprattutto come persone. Oltre alla realtà patinata, la copertina ha anche dedicato spazi al dopoguerra, alle sconfitte e alle vittorie, come la celebre foto della vittoria americana sui giapponesi (1945), scattata da Alfred Eisenstaedt, in cui è immortalato il bacio tra un’infermiera e un marinaio. Sul sito di Life, attualmente è possibile visualizzare una selezione delle migliori copertine, ma il vero archivio che prenderà vita nei prossimi mesi, conterrà tutti gli scatti degli ultimi settant’anni, e chiunque si potrà riappropriare dei frammenti di passato.
Marina Rossi
28 marzo 2007

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